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La storia della viticoltura in abruzzo

La presenza della vite in Abruzzo risale all'epoca Romana, e si da allora i vini Abruzzesi sono menzionati negli scritti di autori di ogni epoca, a partire da Polibio, che menzionò i vini narrando le gesta di Annibale nella battaglia di Canne (216 a.C.).  Michele Torcia nel 1792 descrive per la prima volta la presenza del vitigno Montepulciano in Abruzzo. A partire dall'800, sono innumerevoli le testimonianze che rimandano al Montepulciano, che diventa dai primi del 900 l'emblema di questo territorio. Anche l'Abruzzo dovette pagare il proprio tributo alla fillossera che nella prima metà dell'800 distrusse circa l'80% di viti in Europa ma seguì il reimpianto di varietà  produttive, come il Trebbiano toscano e abruzzese e, nel contempo, l'allevamento anche di varietà autoctone tanto che oggi, alcune di esse sono state riscoperte e giustamente valorizzate sia per le loro eccellenti caratteristiche chimico-fisiche che organolettiche.

Vitigni in Abruzzo

I vitigni dell'Abruzzo, sia a bacca nera che a bacca bianca, sono per la maggior parte autoctoni. Il più famoso è il Montepulciano, diffuso in tutto il territorio regionale e nelle regioni limitrofe, che insieme con i Trebbiani costituisce circa l'85% della superficie vitata della regione. Il Montepulciano può considerarsi un vitigno autoctono in Abruzzo, anche se è molto diffuso in tutta l'Italia centrale. Il Montepulciano è un vitigno caratterizzato da una certa rusticità, resistente ai parassiti e la media collina abruzzese ne esalta senz'altro al meglio le caratteristiche. La Passerina inizialmente coltivata nel Teramano, nei comuni di Controguerra e limitrofi, fino ad oltre Giulianova, è oggi presente in tutta la regione. Il Trebbiano d'Abruzzo è noto per la sua grande acidità e viene di solito usato come taglio per conferire freschezza agli uvaggi. La Cococciola è un vitigno a bacca bianca, con acino grosso della provincia di Chieti, coltivato in particolare nei comuni di Vacri e Villamagna. Il Pecorino è tipico della dorsale Piceno-Aprutina, sebbene la sua origine sembri essere quella dei comuni montani quali Visso, Arquata del Tronto e limitrofi. Il Sangiovese è immancabile anche in Abruzzo, come in tutte le regini del 

Le denominazioni DOCG - DOC - IGT dell'Abruzzo

le DOCG

  • Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOCG
  • Terre Tollesi o Tullum DOCG

le DOC

  • Abruzzo DOC
  • Cerasuolo d'Abruzzo DOC
  • Controguerra DOC
  • Montepulciano d'Abruzzo DOC
  • Ortona DOC
  • Trebbiano d'Abruzzo DOC
  • Villamagna DOC

le IGT

  • Colli Aprutini IGT
  • Colli del Sangro IGT
  • Colline Frentane IGT
  • Colline Pescaresi IGT
  • Colline Teatine IGT
  • Histonium o del Vastese IGT
  • Terre Aquilane IGT
  • Terre di Chieti IGT
  • Valle Peligna IGT

CURIOSITA' DEL VINO CERSUOLO

Il Cerasuolo d'Abruzzo è ottenuto dalle uve Montepulciano utilizzando una vinificazione che limita il periodo di fermentazione in presenza delle bucce a poche ore (ecco perché è anche chiamato il vino di una notte), oppure mediante una vinificazione in bianco. E' contraddistinto da un colore rosso ciliegia,  appunto la "cerasa" in dialetto abruzzese da cui eredita il nome Cerasuolo. 

CURIOSITA' DEL NOME PECORINO

La spiegazione più affascinante  è quella della leggenda. Tutto è legato alla transumanza, a quando i pastori dai pascoli montani scendevano a valle. Nel percorso però le greggi si soffermavano sulle colline, che proprio in quel periodo ( settembre) erano ricche di vigneti con uve mature. La leggenda narra che gli ovini al passaggio, amavano fermarsi a "degustare" quest'uva, scatenando l'ira degli agricoltori.

CURIOSITA' DEL NOME PASSERINA

Il motivo per cui il vino si chiama "Passerina" è che i passeri adorano beccare gli acini del suo vitigno, dotato di nome omonimo, da cui prende nome il vino. Il fatto che i passeri apprezzino molto questi vitigni è dovuto alla loro bontà e al sapore zuccherino concentrato nei suoi acini.